cartina-san-bartolomeoDalla piazza della chiesa di Pomonte, attraverso un vicolo lastricato, si arriva sulla strada che attraversa la parte alta del paese. Camminando in direzione della valle si trova il sentiero nei pressi di una grande lastra di granito ricoperta di fichi d’India.

La prima parte del sentiero (segnavia C.A.I. n. 4) rappresenta l’antica via di collegamento tra Pomonte ed il paese di Marciana. Percorrendolo, si oltrepassa in breve tempo il quartiere abitato, inoltrandosi subito tra le rocce granitiche ed i vecchi coltivi. I terrazzamenti, anche se abbandonati da anni, sono una presenza costante di questo paesaggio arido ed assolato.

I muretti di sostegno, rigorosamente “a secco”, sono ancora visibili. Il fondo pedonale della mulattiera è ben percorribile, almeno in questa prima parte. In circa 30 minuti di cammino, si arriva nei pressi di una splendida terrazza naturale dalla quale è possibile ammirare, a sud-est, la valle di Pomonte in tutta la sua estensione, fino a raggiungere con lo sguardo le cime del monte Capanne.

Man mano che si sale la vegetazione riprende vigore.

Si risale il sentiero per circa un’ora e mezzo, prima di arrivare nei pressi di un vecchio magazzino a circa 400 metri di quota, e da qui, in pochi minuti, si raggiunge un bivio. Bisogna proseguire a sinistra in direzione sud-ovest sul sentiero (C.A.I. n. 3). Qui il sentiero segue un’ ampia curva di livello sul versante sud del colle; la vegetazione si arricchisce di specie fortemente adattate, come nel caso della ginestra desoleana, una leguminosa con foglie aghiformi che ritroviamo all’Isola, un po’ ovunque, sopra i 400 metri, in forma di cuscinetti adagiati al suolo, quasi a volersi proteggere dai forti venti di quota.

In circa 15 minuti di cammino dal bivio, si raggiunge un passo, attraversato il quale ci si ritrova sul versante nord del colle, con una splendida vista sulla valle di Chiessi e sul braccio di mare che divide l’Elba dalla Corsica. Una breve sosta al muro della chiesa romanica di San Bartolomeo è senz’altro consigliabile; ciò che resta del luogo di culto (che forse, ancor prima di esser tale, era una tra le tante cime fortificate dalle locali popolazioni etrusche) si trova indicato sulla sinistra del sentiero, poco dopo l’inizio della discesa verso Chiessi.

La discesa verso il paese è breve, ma il fondo pedonale deve essere percorso con qualche cautela. Sul versante nord, la vegetazione è arbustiva ma più sviluppata, grazie al contatto con correnti più fresche: così la gariga di cisto marino e la ginestra dei carbonai lasciano ben presto il posto ad una macchia ben più rigogliosa di scopa (Erica arborea), leccio (Quercus ilex) e corbezzolo (Arbutus unedo).

Giunti a Chiessi, occorrono circa 2 km di strada asfaltata (percorribili a piedi in 20 minuti), se preferite, si può imboccare la più suggestiva e selvaggia “via del tramonto”, ancora su sentiero sterrato che collega i due paesini di Chiessi e Pomonte immerso tra i fichi d’india e le cosidette “ Coti” per ritornare a Pomonte.